Rilevamenti archeologici

Nel territorio dell’attuale Torre a Mare sono state rinvenute tracce della presenza umana risalenti all’Età preistorica, in periodo Tardo neolitico, al IV millennio a.C.. e all’Epoca romana.
Circa 8000 anni fa si diffusero i primi villaggi capannicoli, i cui abitanti, dal vicino Oriente con cui comunicavano via mare, avevano appreso l’arte dell’agricoltura, la domesticazione degli animali e l’allevamento di alcune specie selvatiche per avere una riserva costante e sempre disponibile di cibo.
La scelta di insediarsi in questo tratto di costa a ridosso della Lama San Giorgio e della Lama Giotta, risultava abbastanza congeniale per la sussistenza dal momento che l’acqua dei fiumi che scorrevano, circondando il villaggio insieme al mare, offriva il triplice vantaggio di un’efficace difesa, di un costante approvvigionamento idrico e di facilità nella comunicazione.
Le grotte naturali presenti sul territorio erano considerate luogo sacro molto importante per la religione neolitica; talvolta utilizzate anche a scopo funerario, si prestavano a diverse celebrazioni e rituali sociali e culturali poiché con le loro cavità e fessure naturali consentivano di avvicinarsi più intimamente alla madre terra. Sono stati rinvenuti, infatti, resti di focolari di varia natura legati al rito che vi veniva praticato.

Risulta impossibile visitare i siti archeologici per lo stato di abbandono e di degrado. Diversi sono vincolati, i relativi reperti son stati depositati nei musei, sono stati inoltrati progetti di valorizzazione; purtroppo ad oggi risulta difficile almeno localizzarli per la mancanza di segnaletica.

Sono da considerarsi di interesse archeologico i sottoelencati siti, procedendo da nord verso sud.

Grotta Scizzo

A causa dello stato di abbandono e di degrado in cui versa, risulta impossibile visitarla, nonché localizzarla per la mancanza di segnaletica.

Come raggiungerla.

Archivio privato Carolina Blasi 2020
Archivio privato Carolina Blasi 2020

Punta La Penna

Sul pianoro adiacente è presente un bunker.

Calafetta

Mercanti venuti dall’Oriente in questa cala hanno portato la peste.

Archivio privato Carolina Blasi 2020
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Archivio privato Carolina Blasi 2020

Grotta della Tartaruga

La scoperta avvenne durante i lavori di costruzione del ponte della Strada Statale 16 Adriatica sulla lama Giotta.

Cala Colombo

II toponimo deriva dalla presenza di un albero di fioroni (chelòmbre) che prosperava nei pressi della cala circa un secolo fa, dove i marinai si concedevano una sosta per gustarne i frutti.

Archivio privato Carolina Blasi 2020
Archivio privato Carolina Blasi 2020

Cala Settanni

Cala Settanni è in stato di dissesto idrogeologico.

Scamuso

A seguito dei lavori di scavo, sul sito sono stati identificati tre strati riferibili a differenti fasi del Neolitico.

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http://www.noicattaroweb.it/cultura/2508-la-preistoria-fra-noicattaro-e-torre-a-mare-documentario.html

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