Grotta Scizzo

Tratto di costa di Torre a Mare con localizzazione del sito archeologico di Grotta Scizzo

Grotta Scizzo, posizionata a nord-est dellโ€™abitato di Torre a Mare, rappresenta uno dei siti archeologici piรน importanti del suo litorale.

Entrata Grotta Scizzo Archivio privato Carolina Blasi 2020

A causa dello stato di abbandono e di degrado in cui versa, risulta impossibile visitarla, nonchรฉ localizzarla per la mancanza di segnaletica.

Come raggiungerla.

Percorrendo Via Scizzo

Via Scizzo Archivio privato Carolina Blasi 2020

dopo circa 50 metri dallโ€™incrocio con Via Grotta Regina, inoltrarsi per il tratturo

Tratturo da via Scizzo Archivio privato Carolina Blasi 2020

che scende verso il mare costeggiando un muretto a secco.

Archivio privato Carolina Blasi 2020
Archivio privato Carolina Blasi 2020

Arrivati alla fine del tratturo, sottostante ad esso, si trova Grotta Scizzo, sul lato destro dell’omonima cala, protetta dall’invadenza distruttrice del mare da un basso muretto appositamente eretto.


Archivio privato Carolina Blasi 2020

La grotta si trova nel territorio dellโ€™omonima contrada di Scizzo che, iniziando da nord-ovest di Torre a Mare e partendo da questa cala, si inoltra nellโ€™entroterra verso Noicattaro per oltre 1 km.

La grotta รจ situata in un piccolo lembo di costa risparmiato dalla speculazione edilizia che ha sepolto ciรฒ che si spera possa ancora giacere sotto le case e il cui rustico, in costruzione, si vede in diverse foto degli anni Settanta.

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Cala Scizzo ieri

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Cala Scizzo oggi.
Archivio privato Carolina Blasi 2020

Larga sette metri e profonda quindici circa, una volta distante circa 20 metri dal mare, aveva unโ€™apertura da cui si accedeva attraverso un corridoio, che conteneva, a sua volta, unโ€™altra piccola grotta ed un ampio vano presumibilmente utilizzato per le riunioni della comunitร .

Fu abitata tra il VI e il IV secolo a.C. ed รจ stata esplorata nel 1977 dal prof. Biancofiore che vi  scoprรฌ numerosi reperti risalenti ad una comunitร  neolitica, tra cui quello che considerรฒ uno dei pezzi archeologici piรน interessanti rinvenuti a quel tempo nel Mezzogiorno: una statuetta di argilla, alta sette centimetri e larga quattro, ricca di significati simbolici raffigurante una divinitร  con la testa di donna, la “Dea madre”, che richiama il rito della feconditร , e quindi della vita, e che ci riporta agli agricoltori della coeva civiltร  dellโ€™area balcanica con cui detta comunitร  intesseva rapporti economici  e scambi culturali.

Dopo un periodo di abbandono, la grotta fu successivamente riutilizzata tra il 500 e il 400 a.C. dai pescatori dellโ€™entroterra come rifugio per la difesa dalla pirateria, come testimonia un timone di imbarcazione ivi rinvenuto.

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