Lama San Giorgio

Lama San Giorgio dalll'entroterra di Triggiano verso Cala San Giorgio Archivio privato Carolina Blasi 2020

La lama è lunga oltre 40 km. Dalle pendici di Monte Sannace in agro di Gioia del Colle, si spinge nel territorio di Sammichele di Bari, dove assume il toponimo di Lama Dium.

Di qui entra a Casamassima (prendendo il nome di Lama del Bosco Regio) per poi penetrare nel territorio di Rutigliano (con il nome di Vallone Guidotti, Lamone o Gravina dell’Annunziata per via della chiesa rurale che la sovrasta). Dopo aver attraversato Rutigliano, passa nel territorio di Noicattaro e si dirige verso Triggiano. Infine, sfocia nel mare a San Giorgio (da qui il suo nome definitivo), proprio dove si trova oggi l’omonimo camping.

Lama San Giorgio nel tratto conclusivo verso il mare. Archivio privato Carolina Blasi 2020

E’ caratterizzata da una sequenza di calcari micritici microfossiliferi e di calcari dolomitici in sequenze irregolari o cicliche, ben stratificate, di colore biancastro o grigio avana.

Macchia mediterranea a ridosso di una pajara presente su Lama San Giorgio, accanto al bunker. Archivio privato Carolina Blasi 2020

Come gran parte delle lame Pugliesi, la struttura morfologica si presenta con meandri e alcune brevi incisioni di affluenti laterali che si immettono sul solco principale.

Nel suo percorso da sud a nord la lama attraversa formazioni geologiche diverse: nel tratto iniziale l’incisione è caratterizzata dai calcari di Altamura e dai calcari di Bari, entrambi formatisi nel periodo Cretaceo. Verso il mare si incontrano i tufi delle Murge, tipici depositi più o meno cementati di Calcarenite arenacea giallastra, caratterizzati dalla presenza di numerosi strati fossiliferi .

Il fondo della lama è caratterizzato da depositi alluvionali argillosi provenienti dalla degradazione dei calcari, le cosiddette terre rosse.

La lunghezza e la differente altimetria tra l’altopiano della Murgia e la pianura Barese determinano la coesistenza, lungo il suo corso, di diverse peculiarità morfologiche. Ad esempio, si riscontra la presenza, lungo il corso della lama, di quattro specie diverse di querce quali il leccio (Quercus ilex), la coccifera (Quercus coccifera), il fragno (Quercus troiana), e la roverella (Quercus pubescens) con predominanze differenti a seconda dei tratti e delle esposizioni, o a seconda che si tratti del fondo dell’alveo o dei fianchi delle scarpate. Nella zona litoranea e sub litoranea sono, invece, presenti prevalentemente formazioni sempreverdi di latifoglie sclerofille, variamente distribuiti, tipici della macchia mediterranea.

Entrata del bunker in Lama San Giorgio. Archivio privato Carolina Blasi 2020

A ridosso della Lama San Giorgio è presente un bunker sul lato destro ponendosi di spalle al mare sotto il ponte di via Michelangelo Interesse.

Bunker in Lama San Giorgio. Archivio privato Carolina Blasi 2020

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