La Storia

A proposito dell’origine del toponimo “Torre a Mare” sono state avanzate diverse ipotesi. Il primo nome di torre a Mare era Torre Apellosa o Torrepelosa. Esso potrebbe derivare da “Apelle” (nome del dio greco Apollo), da “Pelusium” (città egizia che venerava la stessa divinità, la cui fama arrivò in Puglia lungo le vie mercantili), da “Turris lapillosa”, ossia torre costruita con pietre di mare (lapillus). Un’ultima versione, infine, forse più attendibile, fa derivare il nome dalla gran quantità di “pelose” (una specie di granchio bruno e peloso) che si concentravano soprattutto nel tratto conclusivo della Lama Giotta sulla costa adriatica. 

Nel territorio dell’attuale Torre a Mare, a seguito degli studi sui reperti rinvenuti, sono state accertate tracce preistoriche di insediamenti di tribù agricole e marinare risalenti all’età tardo-neolitica (3.000 – 2.000 a.C.) e insediamenti dei Peuceti a partire dal VII secolo a.C. che testimoniano il loro ruolo di centrale importanza del territorio nella geografia del tempo, quando la città di Bari, particolarmente verso la fine del IV secolo a.C., riconosciuta municipio di Roma, si affermò come principale crocevia per l’Oriente.

Dopo il crollo dell’Impero Romano (476 d.C.) sino alla fine del primo Millennio circa, in tutta la Puglia i centri marini furono sottoposti a continue devastazioni ad opera degli Ostrogoti, dei Greci, dei Longobardi e dei Saraceni, di cui ci restano soltanto le date storiche. A questo periodo risale la completa distruzione della fiorente città di Netium (535 d.C.), in Torre a Mare a “Cala di seta” (“Calafetta”), i cui  abitanti superstiti si rifugiarono nell’entroterra a circa 4 chilometri, fondando i legami che andranno sempre più consolidandosi con l’attuale città di Noicattaro: partendo da questi luoghi, percorrendo un insidioso e faticoso sentiero, per secoli i pescatori per il loro lavoro, con un andirivieni continuo, hanno raggiunto la costa prima di stabilizzarvisi.

In Basso Medioevo inoltrato, nel 1188 il feudo di Noja diventò contea annessa alla dominazione degli Angioini e degli Aragonesi, nei cui confronti la duchessa di Bari Bona Sforza d’Aragona, regina di Polonia, mostrò particolare affezione.

Nel 1559, quando la Puglia era sotto il dominio della Spagna, fu fatta edificare l’attuale torre di avvistamento.

In seguito alla politica di espansione urbanistica  nei territori limitrofi da parte del Comune di Bari iniziata nel 1928,  nel 1934 avvenne il distacco definitivo di Torre a Mare dal Comune di Noicattaro e di San Giorgio dal Comune di  Triggiano. Con Regio decreto del 1938 il nome originario fu modificato in Torre a Mare che divenne prima frazione del capoluogo, successivamente nel 1978 quartiere della V Circoscrizione Japigia Torre a Mare. Il 24 marzo 2014 il Consiglio Comunale ha approvato la nuova organizzazione territoriale della città, riducendo le nove Circoscrizioni a cinque Municipi definendo una nuova semplificazione amministrativa con un significativo taglio dei costi della politica. ll numero dei consiglieri da attribuire a ciascun Municipio è stato stabilito in base alla popolazione residente per cui il Municipio 1 (Murat, San Nicola, Libertà, Madonnella, Japigia, Torre a Mare) ha 20 consiglieri.

Rilevamenti archelogici

Nel territorio dell’attuale Torre a Mare attenti studi archeologici hanno accertato la presenza umana risalente all’Età preistorica, in periodo Tardo neolitico, al IV millennio a.C. e all’Epoca romana.

Archivio privato Carolina Blasi
Archivio privato Carolina Blasi 2020

Presenze rurali

Si riscontrano diverse presenze rurali che testimoniano che non molto tempo addietro la convivenza delle attività ittiche con quelle agricole era ancora viva.

Testimonianze territoriali

La torre, il bunker, la casa cantoniera, le fontane … ci impongono la loro presenza.

Archivio privato Carolina Blasi 2020
Archivio privato Carolina Blasi 2020

La Memoria nel Tempo

Urbanizzazione

La presenza di  case sempre più numerose intorno alla Torre per residenti e villeggianti influì positivamente sulla vita della borgata.

Archivio privato Carolina Blasi 2020

Approfondimenti