Cala Settanni

Tratto di costa di Torre a Mare con localizzazione dei siti archeologici
Cala Settanni vista da nord Archivio privato Carolina Blasi 2020.
Cala Settanni vista da nord Archivio privato Carolina Blasi 2020.

La zona archeologica di Cala Settanni si estende sul territorio costiero dalla fine di Via dei Trulli, attualmente chiusa al traffico nel suo tratto finale con deviazione da via Virgilio a seguito di franamento della costa, sino a quella di Scamuso.

Strada franata a Cala Settanni. Archivio privato Carolina Blasi 2020.

Il fenomeno del dissesto idrogeologico assume nel nostro paese aspetti vasti e preoccupanti, considerato che la forza del mare erode i litorali tanto che ogni anno in Italia si perdono circa 75.000 metri quadrati di spiagge.

Si tratta di fenomeni e processi morfologici che hanno un’azione distruttiva in termini di degrado del suolo sui quali svolgono un ruolo marginale le condizioni meteorologiche e climatiche; le cause di tali fenomeni, però, spesso sono anche di natura antropica e dipendono da un eccessivo consumo del suolo e da pratiche selvagge di cementificazione dovute alla presenza di e su questo tratto di ville progettate in residence e singole.

La zona più colpita d’Italia è proprio quella adriatica per cui, di conseguenza, anche la Puglia deve fare i conti con questa realtà, dove si sono verificati, nel corso degli anni, crolli che mettono a rischio la popolazione e che riducono sempre più i già scarsi accessi al mare. Sono state infatti inoltrate diverse sollecitazioni da parte di associazioni ed abitanti per un maggiore controllo delle Istituzioni al fine di evitare il degrado ambientale nelle sue diverse forme.

Per questo motivo le varie regioni costiere, il Ministero dell’Ambiente e l’Istituto superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale si sono spesso interrogati sugli interventi da attivare per limitare i danni all’ambiente e al turismo balneare.

E’ del 2019 l’intervento di riqualificazione ambientale per il tratto di costa che dal porticciolo si estende sino a Cala Settanni.

Il progetto “Waterfront” previsto per il lungomare di Torre a Mare si estenderà per un chilometro e mezzo e sarà suddiviso in tre fasce: il luogo del mare con la spiaggia e la scogliera da attrezzare con scalette o rampe per l’accesso in acqua; il luogo del sole con pedane in legno attrezzate a solarium e pontili belvedere protratti nel mare per consentire la fruizione delle spiagge anche a disabili, bambini e anziani; il luogo dell’ombra con aree pedonali attrezzate con sedute in pietra, alberi ed arbusti ad alto fusto che assicureranno l’ombreggiamento durante le ore diurne e giostrine.

L’intera viabilità sarà ridefinita con tre percorsi paralleli riservati a pedoni, biciclette e autoveicoli.

Lungo i tracciati e in tutte le aree saranno installati sistemi di illuminazione, dispositivi di videosorveglianza e connessioni wireless.

Messa a punto la progettazione, bisognerà fare la gara di appalto per la quale c’è a disposizione oltre un milione di euro. I lavori, secondo ottimistiche previsioni,  sarebbero dovuti partire nella primavera del 2019.

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