Punta La Penna

Tratto di costa di Torre a Mare con localizzazione dei siti archeologici.

Bunker di Punta la Penna
Archivio privato Carolina Blasi 2020

Si raggiunge il pianoro di Punta la Penna proseguendo sulla costa da Grotta Scizzo in direzione sud dopo Cala della neve o dal piazzale antistante l’ex ristorante “Grotta Regina”, inoltrandosi a piedi sulla costa in direzione nord.

Sul pianoro adiacente è presente un bunker.

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Punta la Penna Archivio privato Carolina Blasi 2020

Punta La Penna vista da sud
Archivio privato Carolina Blasi 2020

II nome “Punta la Penna“, deriva dalla penisoletta che penetra l’entroterra per circa un chilometro con una scogliera continua di rocce sottomarine che intervallano numerose ed ampie grotte prodotte da antiche erosioni.
Il prof. Michele Gervasio nel 1934 in diversi articoli dal titolo “Antichità di Torre Pelosa” pubblicò di aver rinvenuto nella necropoli di “Punta la Penna”, delimitata da muri a secco, una ottantina di vasi, in parte sulla nuda terra, in parte in tombe-sarcofaghi ricavate da blocchi di tufo, di cui uno conteneva una coppia di lunghe lance.

Muro a secco a confine della necropoli
Archivio privato Carolina Blasi 2020

Muro a secco con copertura di rinforzo subentrata successivamente
Archivio privato Carolina Blasi 2020

Muro a secco a confine della necropoli. Particolare
Archivio privato Carolina Blasi 2020

Il prof. Francesco Biancofiore, approfondendo le indagini su questa striscia di terreno a ridosso della costa cosparsa di frammenti di ceramica, a distanza di un ventennio confermò queste prime conclusioni e, sulla base del rinvenimento un pezzo di accetta di roccia dura levigata e qualche frammento di lama silicea in superficie, ipotizzò che questi reperti appartenessero alla seconda età della pietra.

Successivamente, nell’indagine stratigrafica il prof. Biancofiore rilevò due piani di calpestio largamente estesi, che con i reperti hanno testimoniato la particolare importanza di « Punta la Penna», sede di due frequentazioni e di due civiltà: la preistorica e la classica.

A seguito della relazione dei lavori, suffragata da adeguata documentazione, visto lo scempio che stava avvenendo a Punta la Penna, il prof. Biancofiore chiese ed ottenne il “vincolo archeologico” fino alla strada comunale per Scizzo.

Rudere sulla scogliera di Punta la Penna
Archivio privato Carolina Blasi 2020

Resti degli scavi all’inizio degli anni ’70 utilizzati da avventori come campi da motocross
In alto a destra si intravede il rudere
Archivio privato Carolina Blasi 2020

Resti degli scavi all’inizio degli anni ’70
Motociclisti ignari in posa sullo scavo della tomba
Archivio privato Carolina Blasi 2020

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