Il trullo è una costruzione conica che può essere considerato un perfezionamento del modello preistorico della thòlos di origine mediterranea.
Inizialmente edificati da contadini e pastori con pietre raccolte nei poderi di loro frequentazione, come ricovero temporaneo per se stessi, per gli attrezzi di lavoro o per piccole produzioni agricole, ha assunto una lenta evoluzione sino a diventare abitazione con più ambienti in murature a secco, facili da demolire in caso di ispezione fiscale. Così la rapida diffusione nella valle d’Itria tra il 1600 e il 1700.
Nel 1968 è stato dichiarato Patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco.
Da via Lama Giotta, verso levante, si estendevano con singolare visione paesaggistica i trulli dei pescatori in riva al mare, che sicuramente non erano pochi, al punto da determinare il nome dell’omonimo rione in cui furono edificati, come ci attestano alcune foto dei primi anni del XX secolo.

La città vecchia pelosina con il Rione Trulli. Video Foto Mimino

Allegra scampagnata fuoriporta al Rione Trulli. Video Foto Mimino
Due trulli del Rione dei trulli sono ad oggi sopravvissuti.
Al n. 12 questo trullo conserva alcuni elementi architettonici originari in parte coperti o rimaneggiati con altri elementi successivamente aggiunti.
Due trulli del Rione dei trulli sono ad oggi sopravvissuti.
Questo trullo, all’ingresso del “Lido azzurro”, conserva alcuni elementi architettonici originari in parte coperti o rimaneggiati con altri materiali successivamente aggiunti.
Un trullo storico si trova a ridosso delle campagne in località Scamuso.
Un trullo di nuova generazione è stato costruito a ridosso di un B&B in Strada detta della Marina.

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http://www.unesco.it/it/PatrimonioMondiale/Detail/114